GIORNALISTI CONTRO POTERE

DI LAERT ARMIRI

Nel corso di questi anni abbiamo molto spesso assistito a tentativi di soppressione della libertà di stampa esercitata dai giornalisti che attraverso il loro lavoro riescono a tirar fuori gli elementi più sospetti di alcuni politici. Aleksej Naval’nyj e Julian Assange sono solo alcuni di questi, ma c’è ne sono anche altri che possiamo citare, anche dal passato. Ad esempio prima e durante il periodo nazista in Germania.

Vi siete mai chiesti qual è stata la storia di uno dei giornalisti che si è opposto all’ascesa di Hitler??

L’uomo in questione è Fritz Gerlich nato a Stettino, nell’allora Germania del II reich il 15 febbraio 1883 da una famiglia di calvinista. Studiò all’università di Lipsia e poi a quella di Monaco, iniziando la sua carriera come archivista nel servizio d’archivio dello stato bavarese. Due anni dopo la fine della prima guerra mondiale, nel 1920 diventò caporedattore del giornale München Neueste Nachrichten (Monaco di Baviera ultime notizie) sulle cui pagine raccontò la repressione delle forze socialiste e comuniste che in quel momento stava avvenendo in Baviera. Gerlich era un giornalista sempre puntale e preciso, abile nell’organizzazione e con buoni informatori. Furono queste le qualità a garantirgli il posto di caporedattore.

Fritz Gerlich

Sempre durante il periodo degli anni venti Gerlich cominciò a frequentare assiduamente le birrerie di Monaco dove vari partiti e gruppi politici si riunivano per discutere delle questioni del momento. Uno fra questo era il partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, meglio conosciuto come partito nazista, alla cui testa c’era un ex caporale austriaco di nome Adolf Hitler. Gerlich aveva sentito molte volte i discorsi di quel oratore venuto dal nulla e ne era rimasto profondamente turbato e spaventato per l’odio che questi trapelavano nei confronti di chi non la pensava come i nazisti. Dunque egli cominciò per tutta risposta da lì in avanti a scrivere vari articoli nei quali attaccava sia Hitler che il movimento nazista in generale. Inoltre fu testimone, del Putsch della birreria Bürgerbräukeller di Monaco nel 1924 e del processo contro Hitler che ne segui il quale si tradusse in una pena tutto sommato lieve per il leader dei nazionalsocialisti,appena cinque anni di arresti di fortezza di cui Hitler sconterà solo nove mesi. Visto l’esito insoddisfacente del processo, Gerlich intensificò ancora di più la campagna di stampa contro i nazisti, entrando anche in polemica con la redazione del giornale per cui scriveva; dalla quale venne espulso nel 1928. Nonostante questa battuta d’arresto Gerlich era ben lungi da arrendersi. Nel 1930 grazie a dei fondi messi da parte rilevò il giornale Illustrierter Sonntag (La domenica illustrata) e due anni dopo gli cambiò nome, chiamandolo Der Gerade Weg, La Retta Via, nome preso da una citazione di San Paolo, visto che nel mentre si era convertito al cattolicesimo. Come tipografia scelse la stessa dove veniva stampato il giornale dei nazisti poiché sapeva che Hitler non avrebbe distrutto dato che andava in automatico a danno di sé stesso.

Der Gerade Weg. Numero del 24 agosto 1932

Gerlich pubblicò diversi articoli su De Gerade Weg che spaziavano da un’aspra critica alla satira contro i nazisti. Addirittura in uno di questi articoli, basandosi sulle teorie razziali degli ideologi nazisti, provò che il profilo di Hitler era di tipo più Slavo-Mongolo (a cui appartenevano popolazioni che venivano considerate inferiori secondo le idee razziste) invece che Ariano, considerata la razza che avrebbe dominato sulle altre e di cui facevano parte i tedeschi. Gerlich per scriver questo articolo usò volutamente un linguaggio pseudoscientifico. Lo stesso Hitler una volta tentò, fallendo di portarlo dalla sua parte. Tuttavia con la presa al potere dei nazisti nel gennaio del 1933 Gerlich cominciò a sentire il fiato sul collo. Dopo una serie di intimidazioni, il 9 marzo 1933 un gruppo di SA, le camicie brune, entrò nella redazione del Der Gerade Weg, devastandola e arrestando Gerlich. Fu portato in carcere dove lo torturarono e dove gli vennero rotte le dita. A nulla valsero le suppliche della moglie sul sapere perché Gerlich si trovasse la dentro e a cui le veniva sempre detto che suo marito era in custodia per ‘’proteggerlo dai suoi nemici’’. Infine Gerlich venne deportato a Dachau, il primo campo di concentramento nazista mai aperto, dove venne fucilato il 30 giugno 1933.

FONTI: https://www.youtube.com/watch?v=4FVmZpY_TDk&t=586s , https://it.wikipedia.org/wiki/Fritz_Michael_Gerlich , https://de.wikipedia.org/wiki/Der_gerade_Weg , https://de.wikipedia.org/wiki/Fritz_Gerlich .